Cosa rischio con la badante in nero?

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Non accontentatevi della felicità, aspirate alla serenità.
(Aldo Busi)

Sicurezza è ormai un concetto sempre più attuale: si parla di sicurezza sul luogo di lavoro, in casa, negli asili e nelle strutture pubbliche. Sicurezza è uno status quo nel quale ciascuno di noi è necessario che si trovi.

Per noi di Badante in Regola, per deformazione professionale, sicurezza irrinunciabile è quella di dormire sogni tranquilli sapendo che la propria  badante è assunta.

Avere una badante a nero infatti espone ad una lista considerevole di rischi che minano la propria tranquillità e quella dei propri familiari.

Partiamo con ordine: innanzi tutto scindiamo due, le ragioni che possono determinare lo stato di non regolarità di una badante in casa:

  • La Badante non vuole essere regolarizzata;
  • Non si vuole regolarizzare la badante.

Il primo caso, probabilmente il più rischioso, pone con le spalle al muro: una badante che non  accetta un contratto di lavoro , molto, ma molto probabilmente non può essere regolarizzata… in altre parole non ha i documenti in regola!

Crediamo sia il caso peggiore in quanto in questa circostanza nulla è in grado di modificare la situazione, si tratta di una persona clandestina che non può essere assunta in nessun modo.

Nel secondo caso è il familiare a proporre una posizione irregolare alla badante, il che può accadere per svariate ragioni: in primis l’illusione di un vantaggioso risparmio economico; in secundis può intervenire la mancanza di conoscenza della disciplina, mancanza, che può forviare e portare a pensare che regolarizzare la badante possa essere troppo macchinoso e complesso.

Indipendentemente dal fattore scatenante però, i rischi della “badante a nero” son tanti e sono tutti a carico del datore di lavoro!

  • Innanzitutto colui che omette o ritarda la comunicazione dell’assunzione all ‘Inps incorre in una sanzione amministrativa che va dai 1500 ai 12mila Euro per ogni lavoratore che presta servizio da lui. 
  • Il datore di lavoro inoltre è colpevole dell’omesso pagamento dei contibuti previdenziali che lo espongono a sanzioni pecuniarie aggiuntive e commisurate all’importo dei contributi evasi.
  • Infine, ad avallare la nostra iniziale tesi, c’è la sanzione che investe il datore di lavoro che “assume” una badante senza permessi di soggiorno: da 3 mesi ad 1 anno di reclusione e l’ammenda di 5mila euro per ogni lavoratore.
  • Dulcis in fundo quale datore di lavoro può provare di aver pagato gli stipendi alla propria una badante a nero? Ebbene sì, una volta denunciato il datore di lavoro potrebbe dover versare alla badante tutti gli stipendi arretrati di cui non può provare il pagamento per importi almeno pari al minimo contrattuale vigente.
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